Superare l’Ansia da Prestazione con l’aiuto di un Sessuologo.

Nella maggior parte dei casi superare l’ansia da prestazione sessuale in modo completo e definitivo richiede il supporto di un sessuologo (psicologo psicoterapeuta perfezionato in sessuologia). Infatti la stessa natura dell’ansia da prestazione rende inefficaci gli atteggiamenti razionali di problem solving con i quali affrontiamo abitualmente situazioni che ci preoccupano. Nel caso dell’ansia da prestazione purtroppo i nostri tentativi di controllare razionalmente la situazione rischiano invece di alimentare ulteriormente l’auto-osservazione interferendo con la spontaneità dell’espressione sessuale.

Il colloquio con un sessuologo consente di uscire dagli schemi cognitivi disfunzionali che caratterizzano tale problema emotivo comprendendo e rivedendo quegli aspetti del proprio atteggiamento interiore che predispongono all’ansia da prestazione

L’ansia da prestazione deriva sempre da condizionamenti emotivi pre-esistenti o intervenuti come risposta disfunzionale associata ad una défaillance sessuale. Come per qualsiasi tipo di condizionamento negativo o associazione fobica un lavoro psicologico mirato può ottenere in tempi brevi un processo di de-condizionamento e di ripristino dei vissuti naturali e istintivi che appartengono alla propria sessualità integra dai precedenti condizionamenti e interferenze.

Un’ulteriore specificità della terapia con un sessuologo riguarda il tipo di disfunzione o difficoltà sessuale che ne deriva e si articola dunque in ulteriori sub-obiettivi che mirano a prevenire il verificarsi di tali problematiche.

In tal senso nei casi in cui l’ansia da prestazione genera problematiche sessuali (come la disfunzione erettile o l’eiaculazione precoce nell’uomo e l’anorgasmia o il disturbo dell’eccitazione nella donna) viene spesso superata la manifestazione del sintomo come primo obiettivo a breve termine per poi eliminare del tutto i pensieri e le ansie prestazionale residue.

Allo stesso modo un’attenzione specifica viene dedicata all’eventuale calo desiderio sessuale o alle condotte di evitamento dell’intimità conseguenti all’ansia da prestazione.

Un’ulteriore gamma di strumenti efficaci utilizzati dal sessuologo nella terapia dell’ansia da prestazione riguardano le diverse tecniche di consapevolezza emotiva e corporea e di training di rilassamento che consentono di sviluppare una competenza psicofisica diretta nel modulare e gestire l’attivazione ansiosa a livello psico fisiologico. Il training autogeno, gli esercizi bioenergetici, la terapia somatosensoriale, le tecniche di respirazione, l’ipnoterapia sono solo alcuni degli approcci terapeutici possibili che il sessuologo potrà utilizzare in base alle caratteristiche della persona e della situazione.

Particolare importanza nel trattamento sessuologico dell’ansia da prestazione è inoltre assunta dalla tradizionale terapia sessuale cognitivo-comportamentale che può prevedere specifiche esperienze terapeutiche da condurre al di fuori delle sedute individualmente o in coppia.

Il coinvolgimento diretto o indiretto del partner nelle sedute terapeutiche viene generalmente valutata in base alle caratteristiche della situazione e tenendo conto delle esigenze o preferenze dell’individuo e della coppia.

Se è ormai possibile trovare alcune delle tecniche e degli esercizi proposti dal sessuologo anche su siti online o sedicenti manuali di auto-aiuto sconsigliamo di utilizzarli in quanto decontestualizzati da un approccio terapeutico strutturato e personalizzato senza la guida di uno specialista risultano in genere inefficaci quando non peggiorativi, con il rischio di limitarne l’utilità e compromettere la propria compliance quando si ricorresse agli stessi nell’ambito della terapia sessuologica.

L’ansia da prestazione è di gran lunga il problema più frequente nello studio dei sessuologi ed è per questo oggetto di un’approccio terapeutico specifico e perfezionato con ampia efficacia e possibilità di successo.

Come superare da soli l’Ansia da Prestazione

Come è stato detto superare da soli l’ansia da prestazione sessuale si dimostra difficile per la stessa natura del problema, tuttavia, almeno nelle situazioni meno radicate e più lievi, può essere un risultato raggiungibile. Il rischio resta quello di riuscire ad aggirare temporaneamente il problema continuando a percepirlo come condizionamento latente o comunque mantenendo una predisposizione al suo ripresentarsi nel corso della propria vita sessuale.

Per quanto riguarda le strategie da utilizzare non esistono in realtà delle formule valide per tutti in quanto assumono grande rilevanza le caratteristiche soggettive oltre al tipo di situazione relazionale e di contesto in cui la propria sessualità si esprime.

È prima di tutto necessario aver chiaro che si tratta di un problema di ansia e non di una qualche carenza sessuale, dunque l’obiettivo è ristabilire un approccio erotico sereno e rilassato non incrementare l’eccitazione, gli stimoli o la propria virilità.

Ne consegue ad esempio che i diffusi preparati a ad effetto tonico (a base di caffeina, guaranà e così via) non sono una buona idea, andando nella direzione opposta al rilassamento fisiologico. Ridurre il caffè ed altri eccitanti nelle abitudini quotidiane è piuttosto un’iniziativa utile a disincentivare uno stato ansioso di base.

Allo stesso modo le classiche attenzioni utili al benessere generale, come evitare carenze di sonno, mantenere una dieta equilibrata e praticare attività sportiva, favoriscono l’autoregolazione psicofisica e migliorano dunque le possibilità dell’organismo di rispondere in modo adeguato a processi di stress emotivo come l’ansia prestazionale.

Scendendo maggiormente nel dettaglio l’iniziare da una aperta e matura comunicazione con la partner è spesso uno dei presupposti importanti per ritrovare la necessaria padronanza e libertà di espressione superando la convinzione ansiogena di dover dimostrare o  nascondere qualcosa.

Un atteggiamento consapevole e collaborativo da parte della partner è essenziale per pensare di poter risolvere autonomamente l’ansia da prestazione; in assenza di tale possibilità è in genere opportuno ricorrere ad una terapia sessuologica.

Quando la comunicazione e la collaborazione reciproca lo consente può essere determinante che la coppia orienti la propria intimità evitando quegli elementi che sollecitano l’ansia da prestazione. Anche in questo caso subentra la variabile soggettiva che rischierebbe di rendere fuorviante la formulazione di principi generali ma sarà possibile per la persona coinvolta nell’ansia da prestazione individuare i comportamenti e le situazioni che la alimentano e quanto invece dell’attività sessuale può essere vissuta con maggiore serenità. Non è raro che un passo in tal senso possa risultare molto più semplice e pragmatico di quanto si immaginasse ma è necessario riuscire a sospendere i propri schemi di pensiero e di comportamento abituali per uscire dal labirinto dell’ansia da prestazione.

D’altronde nello stesso consulto sessuologico una delle funzioni del sessuologo è favorire il processo di individuazione ed emancipazione da quegli atteggiamenti e comportamenti irrigiditi e condizionati dall’ansia.

Nella misura in cui risulti possibile farlo da soli e con il contributo del partner modificare almeno temporaneamente alcuni schemi e abitudini sessuali può quindi risultare un ulteriore passo importante.