L’Ansia da Prestazione

 

Ansia da Prestazione Sessuale

Che cos’è l’ansia da prestazione

L’ansia da prestazione consiste nel timore che possa manifestarsi una difficoltà sessuale. Questa preoccupazione genera un’attivazione ansiosa e un’eccessiva vigilanza razionale che diviene causa del problema temuto, interferendo con il coinvolgimento sessuale e con la normale risposta fisiologica. Nel tipico processo di condizionamento dell’ansia da prestazione si attiva un circolo vizioso psicologico e comportamentale dal quale è difficile uscire con le abituali strategie di problem solving. Gli stessi tentativi di superare l’ansia da prestazione finiscono per alimentare un’eccessiva presenza razionale e valutativa, un monitoraggio continuo di quello che accade, come se si osservasse se stessi dall’esterno. In questo modo si perde contatto con il proprio corpo, con l’altra persona e con la naturale dinamica erotica. Questo fenomeno viene definito “spectatoring”.

Il concetto di prestazione

Il concetto di prestazione quindi non rimanda alla pretesa di una performance sessuale particolarmente efficace. I condizionamenti dell’ansia da prestazione derivano dal timore dell’insuccesso. Si finisce per dare priorità al monitoraggio dell’atto vivendolo come una verifica o un esame piuttosto che lasciarsi andare al piacere del sesso.

Come nasce l’ansia da prestazione

L’ansia da prestazione è prima di tutto espressione di una cultura sessuale che ci chiede di dimostrarci all’altezza di aspettative e parametri prestazionali distanti  dall’autentica natura istintiva ed emozionale del sesso.

L’eccessiva ricerca di approvazione da parte degli altri, la tendenza al controllo razionale e una generale base ansiosa rappresentano fattori predisponenti all’ansia da prestazone. Chiunque in ogni caso può incorrere nell’ansia da prestazione se esperienze e vissuti, anche episodici, convergono incidentalmente verso questo tipo di condizionamento emotivo.

Molte persone fin dal primo rapporto sessuale hanno incontrato difficoltà per lo stato di tensione e insicurezza dettato dall’inesperienza e da allora l’ansia da prestazione è rimasta nella loro vita costantemente o a fasi alterne.

In altre situazioni l’ansia da prestazione subentra in un momento successivo. Può essere conseguenza di un episodio di difficoltà del tutto casuale o derivante da periodi di forte stress, vicende sentimentali difficili, postumi di una separazione, intimità programmata per la ricerca di un figlio e così via.

Può a volte accadere che una reazione negativa della partner o sue particolari insicurezze o timori per l’accaduto possano contribuire ad enfatizzare e alimentare una difficoltà che sarebbe altrimenti potuta restare circoscritta e del tutto temporanea.  Allo stesso tempo per quanto la serenità e la comprensione da parte dell’altra persona possa giovare spesso questo non basta a prevenire lo svilupparsi dell’ansia da prestazione.

Quando e come si manifesta l’ansia da prestazione

L’ansia da prestazione può manifestarsi nella vita di coppia si dall’inizio della relazione o in una fase successiva, anche dopo anni di vita insieme. Molti uomini vivono invece un condizionamento ansioso limitato alla prima fase di incontro con una nuova partner sentendosi di conseguenza limitati dall’ansia da prestazione nel poter conoscere una nuova persona o nella possibilità di vivere serenamente un rapporto occasionale.

L’ansia prestazionale può interferire con ogni tipo di attività erotica (incidendo a volte persino sull’autoerotismo) oppure associarsi al solo rapporto penetrativo e in alcuni casi a momenti specifici come quello in cui si deve indossare il preservativo o nella fase in cui la partner è vicina all’orgasmo.

È frequente una componente di ansia anticipatoria che precede le occasioni in cui è prevedibile una situazione di intimità, creando nelle ore o nei giorni precedenti un clima di tensione interiore e preoccupazione.  L’ansia anticipatoria oltre a predisporre all’insuccesso alimenta la tendenza a pensare il sesso in termini preoccupanti. L’ulteriore complicazione che ne deriva riguarda la frequente alterazione della libido e del desiderio che ne risulta progressivamente ridotto fino ad essere sostituito da comportamenti di evitamento dell’intimità.

Problemi sessuali associati all’ansia da prestazione

L’ansia da prestazione è una realtà sommersa ma largamente diffusa rappresentando la principale causa di problematiche sessuali maschili e con un ruolo sempre più rilevante  nei problemi femminili. Nell’uomo l’ansia da prestazione può causare disfunzione erettile (impotenza psicogena), eiaculazione precoce, inibizione dell’orgasmo o calo del desiderio sessuale.

Nella donna l’ansia da prestazione concorre nell’origine dell’anorgasmia, dell’anedonia, del  vaginismo, della dispareunia, del calo della libido e del disturbo dell’eccitazione.

Come superare l’ansia da prestazione sessuale

Superare l’ansia da prestazione in modo definitivo significa richiede il superamento di quegli atteggiamenti cognitivi e relazionali nei confronti del sesso che generano la predisposizione ansiosa. Allo stesso tempo può essere determinante sviluppare una maggiore competenza nella gestione dell’ansia imparando a favorire una risposta psicofisica di rilassamento e coinvolgimento corporeo. 

Un consulto sessuologico è consigliato dalla prima manifestazione del problema e in ogni caso se un iniziale tentativo autonomo di superare l’ansia da prestazione risulta inefficace è bene ricorrere al supporto di un sessuologo per affrontare la situazione in modo corretto e in genere con tempi di risoluzione molto più rapidi di quanto si possa sperare, anche quando il problema persiste da tempo.

A cura di

Dott. Daniele Bonanno (Psicologo Sessuologo AISPS Roma)

Dott.ssa Rossella Berardi (Psicoterapeuta Sessuologa AISPS Roma)

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